La psicologa Asha Phillips suggerisce ai genitori una serie di “No” per favorire lo sviluppo emotivo, dei bambini e delle bambine, nel migliore dei modi possibile.

Spesso, ahimè, confondiamo l’eccessiva accoglienza (tradotto: “dire sì a tutte le richieste dei piccoli pargoli”) come l’unica possibilità di Comunicare (e dimostrare) il nostro amore verso i figli, cadendo nella subdola trappola di non consentire a ciascuna bambina e ciascun bambino di sviluppare le competenze necessarie per tollerare la frustrazione e affacciarsi al mondo, e alla vita, con la giusta autonomia.

I limiti offerti ai bambini stanno come i binari ai treni… provate a immaginare dove andrebbe un treno senza binari?Immaginato?

Bene risposta esatta: da nessuna parte!

Proprio i “limiti”, da un lato, e gli “abbracci”, dall’altro, consentono di offrire dei contenitori in grado di orientare (in positivo) lo sviluppo dei bambini offrendo l’opportunità di apprendere come rispondere alle frustrazione ed agli eventi della vita, dai più semplici ai più complessi, nel migliore dei modi possibili.

La domanda che la dott.ssa Philips si e ci pone è:

Un bambino che domina un adulto si trova in una posizione molto inquietante. Se all’età di due, tre anni vi sentite più potenti di chi si prende cura di voi, come potrà proteggervi se se ne presenta la necessità?”.

Ecco alcuni spunti offerti dalla dott.ssa Philips:

  1. Non può dormire sempre in braccio: se dovesse scegliere tra braccia di mamma e culla la scelta sarebbe scontata, ma tenerlo sempre in braccio fa percepire il mondo (la culla in questo caso) come ostile e spaventoso, in realtà se accompagnato e rassicurato anche il mondo può apparire come un posto comodo, sicuro e accogliente.
  2. Non ha sempre fame: non si deve ad ogni gemito offrire del cibo, non è l’allattamento l’unica soluzione, rischiamo di far passare l’idea del cibo come unica fonte di conforto e consolazione.
  3. Non andare in ansia se piange un pò: non offrire subito un opzione per distrarlo, magari rassicurarlo con le parole potrebbe bastare. Insegnare a tollerare la frustrazione vuol dire come persone adulte imparare a tollerare un pò la nostra.
  4. Svezzamento, non si separa da te ma si apre al mondo: il mondo è una cosa meravigliosa questo messaggio bisogna trasmettere, trasferire il giusto entusiasmo che ci sospinge verso l’esterno perché ricco di cose da scoprire e vivere.
  5. Davanti ad un capriccio non farti prendere dalla rabbia: il genitore che dice sempre di si pensando di risparmiare al bambino e alla bambina una sofferenza in realtà lo sta privando dell’opportunità di sviluppare competenze per far fronte alle avversità.
  6. Non farti prendere dal panico quando ti separi da lui: confidate che lo state lasciando i mani sicure e la vostra profezia si autoavvera, i genitori in primis devono essere convinti di questo quindi senza indugio affidarlo al mondo (scuola, nonni, baby sitter) convinti dell’idea che anche senza di voi possano trovare sicurezza e accoglienza altrove.
  7. Non farlo dormire tutte le notti nel lettone: avere il permesso di passare ogni notte con i genitori nel mitico lettone impedisce al bambino di sviluppare la sua autonomia; il fatto di essere regolarmente portato o accolto (dipende dall’età) nel lettone, non gli consente di imparare a elaborare delle strategie per cavarsela da solo ponendolo in una condizione di vulnerabilità perenne.
  8. Non assecondare il bambino che fa lo schizzinoso: il momento della pappa rischia di diventare una battaglia quotidiana. Variare piuttosto che chiedere cosa sua signoria gradisca è l’opzione preferibile, per mettere i bambini nella condizione di sperimentare tutto.
  9. Non fargli ottenere subito e sempre quello che vuole: il bambino che non sa aspettare  alla mercè delle sue emozioni!
  10. Non permettergli di essere maleducato: lo stare insieme agli altri è fatto necessario al buono sviluppo, quindi sostenere ed insegnare ai bambini come comportarsi con gli altri è fondamentale per evitare situazioni di isolamento future.

Piccole riflessioni per orientarvi nella gestione dei vostri figli, ricordando che proprio essere genitori rimane il mestiere più difficile del mondo e non ci sono scuole per questo.

Se però credi possa essere interessante un confronto con uno specialista, se hai dubbi domande o bisogno di un supporto educativo o psicologico puoi rivolgerti al Centro APIS servizi di riabilitazione per l’età evolutiva di Monterotondo. 

dott. Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Direttore del Centro APIS – Servizi di Riabilitazione dell’età Evolutiva Monterotondo

Via San Martino, 21 00015 Monterotondo (RM)

Telefono 0687602258

info@centroapis.it

Bibliografia

Philips, A. I no che aiutano a crescere.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *