Ansia? Mal di pancia? Vomito? Nausea? Mal di testa? 

Possono essere tutti indicatori del fatto che il tuo bambino si è preso un bel raffreddore. 

Oppure è probabile che si tratti di ansia da scuola

Succede. 

La scuola rappresenta una sfida costante durante l’età evolutiva e ci sono più occasioni in cui tuo figlio può decidere di non sottoporsi a questo stress, restando a casa. 

Certo, è probabile che a volte sia solo un capriccio; magari è un pigro e va costantemente invogliato o semplicemente non ha molta voglia di studiare. 

Tuttavia, ti invito a non sottovalutare un’altra spiegazione: che si tratti di ansia da scuola che se non considerata, può trasformarsi in una fobia vera e propria. 

Ansia o Paura? 

Avere l’ansia, tendenzialmente, significa aver paura dell’insuccesso. 

Bada bene, non sto dicendo che la spiegazione all’ansia sia questa ma che in alcuni casi, l’ansia nasconde la paura di non farcela, di fallire e di rendersi ridicoli davanti agli altri. 

È così che l’ansia scolastica nasce proprio dal desiderio di avere successo a scuola. 

Ora, è ovvio che i bambini (ma anche noi adulti non credi?), durante l’età evolutiva, hanno tutta una serie di paure da affrontare: la paura del buio, la paura della morte, la paura degli altri, la paura di separarsi dai genitori e così via. 

Ma se la paura è un’emozione e una reazione fisiologica al pericolo, l’ansia è la forma patologica della paura.

Come fai a capire la differenza? 

Osserva se la reazione d’ansia di tuo figlio è intensa, frequente e dura a lungo. In questo caso, hai di fronte a te una difficoltà vera e propria. 

Noterai che magari tuo figlio non soffre d’ansia in generale ma che è proprio la scuola a procurargliela. 

Avere l’ansia scolastica significa provare disagio nel momento in cui bisogna andare a scuola.

Si presenta al mattino, nel momento che separa la sveglia dall’inizio della scuola, sotto forma di mal di testa, nausea, vomito, mal di pancia, febbre e così via. 

Una volta a scuola il problema non migliora, anzi peggiora: tuo figlio si lamenta, piange, è distratto, si rifiuta di farsi interrogare ed è possibile che tu venga chiamata per riportarlo a casa. 

L’ansia può svilupparsi sia quando tuo figlio è la prima volta che va a scuola o dopo una fase iniziale di adattamento in cui è svanito l’entusiasmo per la novità. 

Mamma, cosa posso fare per l’ansia? 

  • Evita di evitare: se si tratta di ansia, evitare che tuo figlio vada a scuola non sarà una soluzione; al contrario non farà che altro mantenere il problema.  Evitando, non farai altro che confermare a tuo figlio che la situazione è pericolosa e che lui/lei non è capace di affrontarla
  • Confrontati con gli insegnanti: gli insegnanti conoscono il suo comportamento a scuola, mentre tu sai come si comporta a casa: unite le forze e trovate una strategia comune da perseguire insieme e che sostenga e aiuti tuo figlio con l’ansia. Colludere non è funzionale, collaborare si. 
  • Parla con tuo figlio: interessati alla sua vita emotiva e a come sta affrontando la scuola. Lasciar perdere o liquidare i suoi sentimenti può solo che accrescere il problema in quanto, insieme all’ansia, svilupperà il senso di colpa e di inadeguatezza. Legittima ciò che prova, normalizza ciò che sta vivendo come tipico di quell’età  e così via. 
  • Stop alle rassicurazione: lo so che è difficile in alcuni casi, ma evita di fare la mamma (o il papà) chioccia. Troppe rassicurazioni non sono la soluzione, ma mantengono il problema. Più lo rassicuri e lo aiuti e più aumenterai la sua ansia. Immagina le tue rassicurazioni come se fosse acqua e l’ansia di tuo figlio, una pianta. Cosa accade se annaffi spesso la pianta? Cresce. 

Mamma, mi aiuti? 

L’ansia si risolve con un intervento specifico e mirato che punti a rafforzare le risorse di tuo figlio. 

Un intervento di terapia breve è efficace per questo tipo di problemi. 

Il centro APIS propone un intervento di riabilitazione per l’ansia scolastica su misura per il tuo bambino in base alla difficoltà che presenta e alla sua età; non esiste infatti  un abito che vesta uguale per tutti, bisogna personalizzarlo. 

Il Centro ha un équipe a disposizione che, insieme alla collaborazione e al supporto dei genitori, sarà in grado di risolvere il problema evitando che si ripresenti in futuro.

Contattaci e fissa un primo colloquio gratuito e senza impegno!

Ti aspettiamo a Monterotondo (RM) in Via San Martino, 21.

Telefono 0687602258

Mobile 3383966007

Email info@centroapis.it

dott. Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Direttore del Centro APIS – Servizi di Riabilitazione dell’età Evolutiva Monterotondo

Bibliografia

DSM-5.  (2014) Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Cortina Raffaello.

Nardone, G. (2016). La terapia degli attacchi di panico. Ponte alle Grazie. 

Nardone, G. (2014). Paura, panico, fobie. La terapia in tempi brevi. TEA.

Sitografia

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