Dicesi brutte parole leggesi Parolacce.

Cosa possono fare i genitori per arginare queste “brutte” parole?

Oggi voglio condividere con voi una riflessione su quali comportamenti evitare di fronte a parole poco garbate dei nostri cari bimbi e come provare a intervenire nella gestione di un comportamento assai diffuso fin dalla più tenera età.

Cominciamo dalle cose che dovremmo evitare, anche se non sempre è semplice ma vi invito a provarci!

In prima battuta, anche se a volte la tentazione è forte, NON dobbiamo ridere.

Mille volte vi sarà capitato, direttamente o indirettamente, di osservare le reazioni divertite dei genitori (o anche le vostre) che ascoltano con ilarità le parolacce dei propri figli, più i bambini sono piccoli più creano divertimento negli adulti. Strano eh ?!?

Questa reazione crea un grande minaccia. Se il bambino dovesse collegare che la parolaccia provoca begli adulti divertimento e al contempo un ottimo modo per richiamare l’attenzione dell’adulto la “frittata” è fatta.

Quindi NON ridere è il primo comandamento!

Altra cosa da non fare, sopratutto se il bambino è ancora piccolo, è il rimprovero.

Rimproverarlo potrebbe connotare la parola(ccia) usata di un certo fascino e da che mondo è mondo ciò che è proibito ha sempre attirato l’attenzione e affascinato sia i piccoli sia i grandi.

Quindi NON rimproverarlo!

Che altro?

NON dare eccessivo peso alla parolaccia, infatti se ad ogni sua espressione poco garbata corrisponde un nostro intervento o rimprovero, potremmo confermare la sua idea vale a dire utilizzare una determinata parola per attirare l’attenzione.

Quindi ignorare alcuni comportamenti potrebbe far sperimentare al bambino che la ripetizione forsennata di un cattiva parola, non sortendo alcun effetto, serva a poco, ha dunque poco senso continuare a ripeterla.

Come intervenire allora?

Intanto cerchiamo di capire la fonte della parolaccia, esploriamo con lui o lei se conosca, comprenda il significato e spieghiamo come alcune parole hanno il potere di offendere e colpire gli altri, oltre alla considerazione che non sono contenuti piacevoli né da dire né da ascoltare.

Dobbiamo essere un Modello, quindi evitare noi stessi di usare un linguaggio colorito in presenza dei minori, non ha senso vietare qualcosa se noi stessi non aderiamo ai divieti.

Il loro sentirci usare parolacce rischia di farli convincere che utilizzare questo tipo di linguaggio sia qualcosa da grande, di cui subiscono il fascino.

Quindi l’esempio degli adulti è fondamentale.

Finché sono piccoli poche spiegazioni, non comprenderebbero, quindi meglio ignorare alcune loro uscite, senza farsi vedere divertiti o scandalizzati.

Dai 6 anni in su i bambini e le bambine cominciano ad acquisire regole morali, a distinguere tra bene e male quindi da questo punto in poi sarà importante spiegare loro la possibilità di usare un linguaggio consono evitando parole non lecite e che sarà importante imparare a controllarsi.

Un intervento è anche offrire ai bambini la possibilità di accedere a contenuti per loro idonei, quindi occhio a cosa vedono in televisione e sui molteplici device ai quali hanno continuamente accesso.

Spieghiamogli che è normale arrabbiarsi o confrontarsi anche in maniera accesa, ma sottolineiamo sempre che esistono modi scorretti e modi corretti per esprimere il dissenso.

Aiutiamoli a mettersi nei panni dell’altro, cosi potranno respirare un altro punto di vista che li metterà nella condizione di volersi confrontare senza offendere.

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Ricordati che il lavoro di équipe del nostro centro ti permette di contare su professionisti differenti, come logopedisti, psicologi, neuropsichiatri e altre figure specialistiche che ritaglieranno un percorso su misura per tuo figlio; non esiste infatti  un abito che vesta uguale per tutti, ma bisogna personalizzarlo. 

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dott. Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta

Direttore del Centro APIS – Servizi di Riabilitazione dell’età Evolutiva Monterotondo

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